Assemblea Annuale dei Soci

Ordine del giorno:

• Approvazione Bilancio Consuntivo 2018 e Preventivo 2019
• Consuntivo Attività 2018
• Programmazione Attività 2019
• Varie ed eventuali

L’Assemblea avrà luogo, presso la sede dell’Associazione in Via Alberti, 11 a Cinisello Balsamo, in prima convocazione in data 23.03.2019 alle ore 15.30 e, qualora la stessa dovesse andare deserta o non si dovesse raggiungere il quorum necessario, in seconda convocazione sempre in data 23.03.2019 alle ore 18.00, valida con qualsiasi numero di presenti regolarmente iscritti.
Al termine dell’assemblea l’associazione è lieta di offrire una pastasciuttata alla bovese!

 

Allegati:
Scarica questo file (assemblea dei soci 2019.pdf)Avviso di convocazione[ ]241 kB

Costume tipico arberesh L'evento di quest’anno dell'Associazione Culturale Calabresi di Cinisello Balsamo è stato incentrato sugli albanesi di Calabria, nella ricorrenza del 550° anno dell'arrivo della Comunità albanese in Italia a seguito della morte del loro condottiero Giorgio Castriota Scanderbeg.
Ha aperto l’evento Demetrio Patitucci, del direttivo dell'associazione, che  ha citato il presidente Matterella  sull'integrazione  degli Albanesi e la visita del Presidente italiano a San Demetrio Corone lo scorso 7 novembre.
Il prof. Francesco Altimari , dell'università della Calabria, ha tenuto una lezione magistrale  sulla storia della comunità arberesh. Egli ha smitizzato alcuni luoghi comuni, a volte avvalorati dai proverbi Calabresi o arberesh, sull'isolamento della comunità e sulla avversione dei calabresi nei loro confronti. Anzi, attraverso la citazione di personaggi italo-albanesi, la comunità albanese pur mantenendo integre la  lingua, le tradizioni , i riti religiosi e i costumi, ha partecipato attivamente alla vita nazionale  fin dal Risorgimento.

 Carissimi
mi piace introdurre il mio messaggio di auguri natalizi a tutti voi con questa espressione molto significativa e compendiosa di S. Gregorio di Nissa: “Dio si mescola alla natura umana per elevare l’uomo all’altezza di Dio” (cf Omelia sul Natale, n. 10). Il “mescolarsi di Dio” dentro la nostra storia anche personale aiuta con molta semplicità a cogliere il senso vero e profondo del mistero della Incarnazione del Figlio di Dio che celebriamo col Natale. La miletogrotta di Betlemme, dove siamo convocati insieme con i pastori, si trasforma, pur nella sua pochezza e povertà, in una “casa di comunione”, in cui tutti ci ritroviamo per contemplare un evento che supera ogni attesa umana e, di fatto, viene a porsi come modello di uno stile di vita e di rapporti umani che non può che esse- re quello tipico ed identificativo della Chiesa: essere “casa e scuola di comunione”, così come prospettava S. Giovanni Paolo II.
Da poco ci siamo immessi nel secondo anno del nostro Sinodo Diocesano ed abbiamo iniziato ad interrogarci proprio sulla prerogativa irrinunciabile della nostra comunità ecclesiale di essere “casa e scuola di comunione”. Nostro compito sarà di cercare l’uomo per amarlo nella concretezza della sua situazione seguendo l’esempio del nostro Divino Maestro. Gesù, infatti, “mescolandosi” con gli uomini e scegliendo la grotta di Betlemme come “casa del pane” e quindi di “condivisione”, viene a coinvolgersi ed a coinvolgerci in questo disegno grande di esse re e di sentirci tutti una sola famiglia in grado di vivere e testimoniare con la nostra carne la stessa “comunione” che esiste nella SS.ma Trinità. È un compito abbastanza serio e gravoso, ma proprio per questo appassionante.

Questo anno ricorre il 550° anno della scomparsa scomparsa di Giorgio Castriota Skanderberg e dell'arrivo degli arberesh in Calabria. L'associazione Calabresi di Cinisello e nord Milano organizzeranno  un evento per  presentare e far conoscere  questo altro aspetto della Calabria che da sempre è stata terra di accoglienza.skander 3

Gli Arberesh

Gli italo-albanesi, loro stessi si chiamano arberesh e i calabresi li chiamano gjegj, si insediarono nell’Italia meridionale tra il XV e il XVII secolo fondando numerosi paesi, soprattutto, ma non solo, in Calabria.Nel 1468 moriva l’eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg che era riuscito a riunire le tribù albanesi e a fronteggiare le invasioni ottomane. Alla sua morte le terre albanesi divennero una provincia turca e le ricche famiglie attraversarono lo Jonio per conservare la libertà e la fede cristiana. Si stabilirono nel regno di Napoli andando a popolare terre colpite da terremoti, scegliendo località lontane dalle coste malariche e facilmente difendibili dalle incursioni via mare.
Oggi chi visita San Demetrio Corone, Spezzano Albanese o Civita (alcuni dei paesi arberesh della provincia di Cosenza) o San Nicola dell’Alto e Pallagorio (provincia di Crotone) si deve arrampicare lungo strade tortuose e molto all’interno.

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